Il fiume Lenne: il respiro d’acqua che nutre i nostri prodotti

Il fiume Lenne entra nel paesaggio di Palagiano con la naturalezza di un elemento che c’è sempre stato, come se la terra avesse modellato il proprio ritmo seguendo il suo corso. Non è un fiume imponente, e forse proprio per questo affascina: scorre con una discrezione antica, capace però di influenzare profondamente ciò che lo circonda. Tra boschi di pino d’Aleppo, lembi di macchia mediterranea e campi coltivati, il Lenne diventa un filo d’acqua che unisce storie, ecosistemi e colture, accompagnando il territorio fino al Golfo di Taranto.

 

Nasce in contrada Giunta, raccoglie le acque di lame e gravine, poi attraversa la pineta di Romanazzi e Marziotta, dove la luce filtra tra i pini e il paesaggio assume un carattere quasi sospeso. È un fiume che porta con sé memoria e natura, citato da Tito Livio e celebrato da poeti come Quasimodo, ma che continua a parlare anche oggi attraverso la sua biodiversità e la sua quieta vitalità.

Nel suo tratto più verde, il Lenne diventa un corridoio naturale dove l’avifauna trova rifugio e la vegetazione spontanea disegna scenari che cambiano con le stagioni. Qui il passo rallenta, il silenzio si fa più pieno e il paesaggio invita a seguire i sentieri che collegano boschi e costa ionica, in un continuo dialogo tra ombra e mare.

Poi il fiume si apre, si distende e incontra gli agrumeti. È in questa zona che il Lenne rivela la sua funzione più preziosa: nutrire la terra. Le sue acque, insieme a quelle del vicino fiume Lato, sostengono da secoli le coltivazioni che hanno reso Palagiano un punto di riferimento dell’agrumicoltura pugliese. Gli agrumi trovano qui un habitat ideale, protetti da un microclima temperato, accarezzati da brezze marine e illuminati da una luce che sembra fatta apposta per esaltare colori e profumi.

In questo contesto, Puglia Fruit lavora ogni giorno con un approccio che unisce rispetto e innovazione. Valorizzare il territorio significa comprendere la delicatezza degli ecosistemi fluviali, adottare pratiche sostenibili e tecniche moderne che permettono agli agrumeti di esprimere tutto il loro potenziale. Ogni intervento è un gesto consapevole, un dialogo continuo con la terra, un equilibrio tra memoria agricola e visione contemporanea.

Il fiume Lenne non è solo un elemento geografico: è un’identità che scorre. È il filo che lega Palagiano ai suoi agrumi, ai suoi boschi, alla sua storia. È un paesaggio vivo, che cambia e ispira. E ogni frutto nato lungo le sue sponde porta con sé un frammento di questa bellezza: un racconto di acqua, luce e lavoro che continua a definire l’anima della nostra terra ionica.

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